METTIAMO IN PRATICA LE PROPOSTE DEL SINODO DIOCESANO
- 11 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min

In queste settimane abbiamo lavorato molto per prepararci, come parrocchia, a mettere in pratica la più importante indicazione del Sinodo diocesano, quella di individuare e istituire nella comunità il servizio dei Ministeri battesimali.
Abbiamo raccolto oltre 300 schede per ciascuna delle due domeniche dedicate al tema. E’ interessante, in particolare, ciò che è emerso dalla prima scheda, della quale presentiamo una breve sintesi.
Molti scrivono che non sono preoccupati del cambiamento, anche se una buona parte esprime preoccupazione per la riduzione del numero di sacerdoti.
La riduzione delle vocazioni potrebbe avere come aspetto positivo che sono vocazioni più vere.
Preoccupa comunque che non ci siano vocazioni. Preoccupa che non ci sia la presenza di un sacerdote perché è riconosciuto come una guida. Il termine “guida” in alcuni casi è accompagnato dalla parola guida spirituale, in altri casi come qualcuno che orienta la vita della parrocchia, è un riferimento per la comunità. Il termine guida è particolarmente presente nei questionari della fascia giovanile fino ai 30 anni.
C’è chi teme il rischio che non ci sia una direzione, una visione generale che il prete può dare; e c’è chi intravede il rischio che non venga rispettata la dottrina della chiesa e si lasci spazio al pensiero moderno
Preoccupa anche la mancanza di un sacerdote come sostegno quando ci sono problemi; il sacerdote è infatti visto come qualcuno che ha la porta sempre aperta, che sa accogliere ed ascoltare.
Il minor numero di sacerdoti farà sì che i sacerdoti si concentrino più sulla dimensione spirituale rispetto ad altri compiti nella parrocchia, su dimensioni più essenziali per la vita di fede.
Riguardo ai laici, preoccupa il fatto che essi siano meno preparati, abbiano meno tempo da dedicare, abbiano meno passione dei sacerdoti che lo fanno per vocazione.
Una persona invita a non arrendersi a questa prospettiva invitando a pensare ad azioni utili per andare in controtendenza.
Sui laici che assumeranno sempre di più un ruolo nella chiesa si chiede che siano persone serie, competenti, conoscitori della Parola di Dio, formati e/o disposti a formarsi. Che abbiano una forte spiritualità e si sentano guidati dallo Spirito Santo.
C’è preoccupazione verso chi assume il servizio più per protagonismo, o per esercitare un’autorità, o perché ha una personalità narcisista, o per un qualche interesse; e che ci siano persone che non sanno ascoltare gli altri e hanno atteggiamenti presuntuosi.
Il maggiore coinvolgimento dei laici è visto come un aspetto positivo per questi motivi:
è segno di testimonianza della propria fede
può portare novità e a diversificare le proposte, nuove positività e prospettive
permette di mettere maggiormente in luce i doni che Gesù ha messo in noi con il battesimo, permette di dare spazio alla fantasia dello Spirito, di far emergere talenti e carismi
farà sentire le persone più partecipi, più costruttori della chiesa
potrebbe far aumentare il senso di comunione
potrebbe portare ad avvicinare i più lontani / o meno credenti, i più giovani
ci sarebbe una maggiore attenzione alle problematiche della famiglia e alle tematiche sociali
farebbe capire ai laici le problematiche amministrative e burocratiche di una parrocchia che spesso non vengono considerate
permette ai parroci di dedicare più tempo alla vita spirituale della chiesa e ad una maggiore coesione.
Lascerebbe più tempo ai parroci per la chiesa invece di occuparsi di cose pratiche / organizzative
Anche se non molte ci sono indicazioni su: maggiore coinvolgimento delle donne nella chiesa, un maggior ruolo delle suore, la possibilità che ci siano pre-ti donne, che i preti si possano sposare o estendere il sacerdozio ai coniugati.

Un particolare colpisce nelle schede della seconda domenica, quelle riferite a come vediamo le persone che si impegnano in un servizio in parrocchia, e di quali possono essere gli ostacoli che rendono difficile impegnarsi: più di qualche persona giovanissima, che era presente a Messa, ha scritto che oggi è difficile superare la vergogna e l’imbarazzo di fronte ai coetanei di frequentare gli ambienti cristiani…
Un’osservazione che ci fa molto pensare, che può essere letta da tanti punti di vista.

